La cioccolata del re

Un altro film sulla regina Vittoria sta per uscire nei cinema e non manca l’iconica scena del tè delle cinque. Una scena che va ben più in là di un allestimento di preziose porcellane: ci troviamo niente meno che in cima a una montagna con gelido vento e tuoni all’orizzonte. Presumibilmente una ricostruzione veritiera visto che, vissuta dal 1819 al 1901, la regina scrisse sul suo diario ben 7000 annotazioni riguardanti la sua ora del tè. È stato proprio nel 19° secolo che l’abitudine di bere tè, introdotta nel 1640, è stata codificata e resa una convenzione con regole e rituali.

Cento anni prima non era il tè la bevanda dell’elite. Nel 1700 simbolo di benessere, e con una tassa d’importazione più alta del tè e del caffè, era la cioccolata. Così come lo zucchero era stato un simbolo di rango alla corte di Elizabetta I, la cioccolata fu per il re Giorgio I un’affermazione di potere e modernità non solo di fronte ai suoi sudditi ma anche davanti a tutta l’aristocrazia europea.

La cucina della cioccolata a Hampton Court Palace
La cucina della cioccolata a Hampton Court Palace, residenza di Giorgio I © University of Reading and Historic Royal Palaces

Thomas Tosier, fondatore della Chocolate House a Greenwich, preparò dal 1717 la cioccolata ogni mattina per la colazione del re a Hampton Court Palace. Essere il cioccolatiere del re era un grande privilegio, un VIP a cui era concesso maneggiare costosi ed esotici ingredienti e accedere alla camera da letto del re.

Ricostruzione della Univesity of Reading, cioccolatiere Thomas Tosier
Ricostruzione della Univesity of Reading, Thomas Tosier che prepara la cioccolata calda. ©University of Reading and Historic Royal Palaces

 

Questa è la ricetta del 1726 dal ricettario di John Nott, Cook’s Dictionary, adattata agli usi moderni dalla University of Reading mentre il procedimento è farina del mio sacco… È una cioccolata molto ricca e liquorosa adatta come dopo-cena, servita in piccole tazzine da caffè. Se al posto del liquore, si utilizza il latte è ugualmente molto buona e densa al punto giusto per essere gustata con calma cucchiaino dopo cucchiaino. Non ho potuto fare a meno di scioglierci qualche marshmallow al mandarancio.

 

-la versione con il liquore, la dose è per circa 6 tazzine da caffè

-la versione con il latte è per due o tre tazze

Ingredienti

130g blocco di cioccolata fondente 80%

500 ml sherry/ 600 ml porto/ 500 ml latte

30 g zucchero

1 ½ farina 00

Una barretta di cioccolata fondente fra il 60% e il 75% richiede la metà della quantità di zucchero richiesta.

  1. Versare il liquido scelto in una terrina.
  2. Rompere la cioccolata in piccoli pezzi e aggiungere al liquido.
  3. Aggiungere lo zucchero.
  4. Riscaldare a fuoco basso senza far bollire.
  5. Nel frattempo prelevare due cucchiai di liquido, versare in una ciotolina e aggiungere la farina. Mischiare bene e infine aggiungere alla cioccolata calda.
  6. Continuare a riscaldare la cioccolata senza far bollire girando con un cucchiaio di legno per circa 10 minuti.
  7. Servire subito.

Cioccolata calda ‘-‘ APRI e SALVA la ricetta

 

cioccolata calda secondo ricetta del Settecento, con marshmallows

 

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